Macron esorta le parti a rispettare la tregua

La tregua tra Israele e Hezbollah in Libano appare fragile. Di fatto entrambe le parti si sono scambiate accuse di violazione dell’accordo sul cessate il fuoco formalizzato pochi giorni fa. In alcune aree si sono registrati spari dal lato delle forze israeliane a causa di movimenti sospetti. Del resto, come ha spiegato nelle scorse ore il premier Benjamin Netanyahu in un’intervista a Channel 14, «ho dato istruzioni all’esercito: se in Libano ci sarà una violazione massiccia dell’accordo, non opereremo chirurgicamente come stiamo facendo ora, ma ho ordinato una guerra intensiva». L’Eliseo ha riferito che il presidente francese Emmanuel Macron ha chiamato alla responsabilità nella piena attuazione dell’intesa in Libano nelle conversazioni telefoniche avvenute ieri con il primo ministro libanese Najib Mikati e il presidente della Camera, Nabih Berri. Macron ha dunque «invitato tutte le parti» a fare in modo che l’accordo venga rispettato, sottolineando «che le azioni che contravvengono a questa piena attuazione devono cessare immediatamente». Intanto si intensificano le azioni diplomatiche in vista di un eventuale cessate il fuoco a Gaza, con la Turchia in prima linea. «In questi giorni abbiamo intensificato la nostra attività diplomatica e non ci fermeremo. Il nostro obiettivo è il cessate il fuoco a Gaza e la nascita di uno stato palestinese nei confini del 1967. Ho accolto con soddisfazione il cessate il fuoco in Libano, ma non è sufficiente. Andremo avanti con la nostra battaglia fino a quando non ci sarà la pace in Palestina», la posizione espressa dal presidente Recep Tayyip Erdogan, ripresa dai media internazionali.