Spesa in crescita, ma permangono forti criticità a livello territoriale
Il ministero del lavoro e delle politiche sociali ha presentato, nella giornata odierna, il nuovo Piano nazionale dei servizi e degli interventi sociali per il triennio 2024-2026. Presenti all’incontro i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl e le rappresentanze del vasto mondo del terzo settore e del volontariato. Il documento, che anticipa di alcuni giorni la presentazione del rapporto sui servizi sociali dell’osservatorio del Cnel, in programma per lunedì pomeriggio, è l’atto formale con il quale si realizza il coordinamento delle politiche sociali nel nostro Paese, mettendo in relazione i vari soggetti istituzionali, a partire dalle regioni e dai comuni. A fronte di risorse in crescita costante ormai da diversi anni, permangono alcune criticità in ordine alla differente capacità di spesa dei territori, aspetto, quest’ultimo, che rimanda alla carenza di personale, dalle assistenti sociali agli amministrativi, ma pure ad aspetti organizzativi degli ambiti territoriali sociali. Il Piano nazionale punta a rafforzare gli interventi in favore dei minori e a sostegno della genitorialità, destinando il 50% delle risorse del Fondo dedicato che, è bene evidenziare, rappresenta, però, soltanto una componente del tutto, pari a poco più di 400 milioni a fronte di una spesa sociale superiore a 7,2 miliardi di euro. Forte attenzione al tema dei livelli essenziali delle prestazioni sociali.