Ieri l’incontro «cordiale e collaborativo», manovra e UE al centro del confronto. Oggi il premier in Sardegna per la firma dell’Accordo per lo sviluppo e la coesione

Un incontro di circa un’ora, ieri, tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il premier Giorgia Meloni. Un pranzo di lavoro che il Quirinale ha definito «cordiale e collaborativo». E che, assicurano fonti di Palazzo Chigi citate dalle agenzie di stampa e dai giornali, nulla ha avuto a che fare con le presunte frizioni tra Forza Italia e Lega su quanto accaduto in commissione Bilancio al Senato sul taglio del canone Rai. Semmai, è stato dunque spiegato, tra Mattarella e Meloni si è trattato di un incontro già programmato e legato alle recenti missioni del capo dello Stato in Cina e di quello del governo in Brasile per il G20. Così Meloni, dopo l’intervento ai Med Dialogues di Roma di ieri, si è recata al Colle. Manovra, politica estera e Unione europea tra i temi al centro del confronto. Certo, il botta e risposta di Forza Italia e Lega, qualche strascico sembra averlo lasciato, almeno ad una lettura superficiale di chi con ogni probabilità, tra le file dell’opposizione, non aspettava altro. «Non serve una verifica di governo, ma si deve tornare a rispettare il programma sottoscritto con gli elettori e fare le cose condivise», dice Raffaele Nevi, portavoce nazionale di Forza Italia e vicecapogruppo vicario alla Camera, ad Affaritaliani.it. Oggi, intanto, Meloni è stata a Cagliari per la firma dell’Accordo per lo sviluppo e la coesione tra il governo e la Regione Sardegna, alla cerimonia con la governatrice Alessandra Todde. «Non lo devo dire ai sardi, ma questa nazione – ha ricordato il presidente del Consiglio – ha il mare come la più grande infrastruttura. Noi siamo centrali nel Mediterraneo, per anni l’Italia si è comportata come fosse la Svizzera. Oggi c’è un ministero e un piano per il mare, con una strategia dietro. Questo ci porta all’accordo di Coesione che firmiamo oggi. Nel 2023 il Sud è stato la locomotiva d’Italia, crescendo più della media italiana. Il Sud ha dato l’impulso all’export portandoci ad essere la quarta nazione per export del mondo. Si può fare. Con questo accordo assegniamo alla Sardegna poco meno di 2,5 miliardi comprensivi di 850 milioni del 2021. In totale mobilitiamo investimenti per 3,5 miliardi di euro».