Giorgetti: «Operazione non concordata»
Dopo l’interesse mostrato per Commerzbank, nella giornata di lunedì Unicredit ha lanciato una Ops – offerta pubblica di scambio volontaria – per Banco Bpm. L’intento, si legge in una nota è quello di «rafforzare la posizione competitiva di UniCredit in Italia, uno dei mercati principali del Gruppo, creando una seconda banca ancora più forte in un mercato attraente, in grado di generare un significativo valore di lungo termine per tutti gli stakeholder e per l’Italia». Una mossa che però ha fatto storcere il naso a molti: Mauro Paoloni, consigliere di Banco BPM, per esempio, a margine del Consiglio di Amministrazione che si è riunito per discutere della questione, ha detto che la percezione è stata quella di un’offerta “ostile”, in quanto non legata ad un accordo preventivo con il Cda di Banco Bpm. Dubbi anche da parte dell’esecutivo, con il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgietti, che ha parlato di operazione «comunicata ma non concordata con il governo». «Poi – ha proseguito – vedremo, come è noto esiste la golden power. Il governo farà le sue valutazioni, valuterà attentamente quando Unicredit invierà la sua proposta per le autorizzazioni del caso». Nel frattempo, il cda di Banco Bpm, attraverso un comunicato, oltre a sottolineare l’inusualità delle condizioni per operazioni di questa tipologia, ha fatto sapere di aver respinto con fermezza i termini, in quanto « non in linea con la redditività e il potenziale di crescita della banca».