di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale UGL

La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che ricorre ogni 25 novembre, è un momento cruciale per riflettere su un tema che riguarda ogni aspetto della società, incluso il mondo del lavoro. Questa giornata nasce per sensibilizzare l’opinione pubblica e per promuovere azioni concrete a tutela delle donne, un impegno che il nostro sindacato fa proprio attraverso il sostegno all’occupazione, ai diritti, alla sicurezza delle lavoratrici. Dal punto di vista del contrasto alla violenza nel mondo del lavoro, innanzitutto occorre ricordare che un’occupazione dignitosa e stabile è uno strumento fondamentale per garantire libertà e autonomia alle donne. In molti casi, infatti, la dipendenza economica rappresenta una delle barriere principali che impediscono alle donne di sottrarsi a situazioni di violenza domestica. I dati lo confermano: le donne economicamente indipendenti hanno maggiori possibilità di lasciare ambienti tossici e di costruire una vita autonoma. Tuttavia, in Italia, il tasso di occupazione femminile, seppure in crescita, è ancora tra i più bassi in Europa, al 53,4% contro la media Ue del 66,1%, con ampi divari territoriali e settoriali. Servono, quindi, politiche attive del lavoro che incentivino l’occupazione femminile, soprattutto nei settori ad alta crescita e nelle professioni digitali, e migliori misure di conciliazione tra vita lavorativa e familiare. Ma anche interventi concreti per garantire ambienti di lavoro non discriminatori, sicuri e dignitosi. In questi giorni, anche alla luce delle notizie di cronaca, non si può dimenticare, poi, un altro tema, nell’ambito del contrasto alla violenza nello specifico del mondo del lavoro, ovvero il preoccupante crescente numero di aggressioni nei confronti del personale che opera in settori come i trasporti pubblici e la sanità, dove la presenza femminile è particolarmente significativa. Anche su questo fronte le donne sono più a rischio, data la percezione, e purtroppo, spesso, la realtà, che siano soggetti più “facili” da aggredire da parte di malintenzionati. Per questo, bisogna rafforzare le misure di sicurezza in questi settori, con un maggiore utilizzo di telecamere, personale di vigilanza e strumenti di difesa personale, introducendo anche percorsi formativi per il personale, finalizzati alla gestione di situazioni di conflitto e all’autodifesa ed anche realizzando una rete di supporto e assistenza legale per le vittime di aggressioni sul lavoro. Per l’Ugl, la lotta alla violenza contro le donne si combatte anche nel mondo del lavoro, attraverso un’occupazione femminile di buona quantità e qualità, elemento essenziale per una piena inclusione economico e sociale delle donne. È solo attraverso un impegno coordinato tra istituzioni, sindacati e società civile che si può costruire un futuro in cui ogni donna sia libera di vivere e lavorare senza paura.