Arriva il decreto correttivo; previsto un chiarimento sui contratti collettivi applicabili

Appuntamento domani presso la Commissione ambiente della Camera dei deputati per i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Oggetto dell’audizione, il decreto correttivo del decreto legislativo 36/2023, meglio conosciuto come Codice dei contratti pubblici o Codice degli appalti. Si tratta di un provvedimento che rientra nella normale attività di delega che il Parlamento dà al Governo. L’iter prevede che l’esecutivo elabori un testo che è poi sottoposto al parere delle competenti commissioni parlamentari entro il termine di legge indicato. Nel caso specifico, si è davanti ad un intervento molto complesso, composto di quasi novanta articoli, una ventina dei quali dedicati ad introdurre nuovi allegati o a modificare gli allegati già vigenti. Il decreto interviene su diversi aspetti del Codice, ad iniziare dall’individuazione dei contratti collettivi nazionali e territoriali da applicare nell’appalto. Il nuovo Allegato I.01 individua i criteri per la valutazione dei contratti collettivi. La stazione appaltante e l’ente concedente sono tenuti ad indicare il contratto collettivo applicabile, ma l’operatore economico può indicare un contratto differente, purché rispettante i parametri dell’altro sotto il profilo economico e normativo. Il decreto correttivo punta anche a favorire le micro, piccole e medie imprese nell’accesso agli appalti e a introdurre nuovi meccanismi per la revisione dei prezzari.