di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale UGL
Finalmente, nella serata di ieri, è stata trovata un’intesa sulle nomine per la nuova Commissione Europea dopo le tensioni che avevano fatto temere un impasse insuperabile per la stessa von der Leyen. Invece, è arrivato il via libera sui due vicepresidenti oggetto di discordia, Teresa Ribera e Raffaele Fitto, dando quindi l’ultimo imprimatur alla nascita della Commissione “Ursula Bis”, che, a questo punto, dovrebbe superare senza difficoltà il voto previsto per il prossimo 27 novembre. Dal punto di vista italiano, l’elezione di Fitto come vicepresidente esecutivo della Commissione europea rappresenta una vittoria significativa per il nostro Paese, una conferma del ruolo di rilievo che l’Italia può e deve giocare nell’arena europea. Non si tratta di un traguardo circoscritto al Governo o a una specifica forza politica, come del resto ribadito anche dal Premier Meloni, ma di un risultato che valorizza tutta la nazione e rilancia il protagonismo italiano nei tavoli decisionali dell’Unione Europea. La delega alla Coesione e alle Riforme attribuita a Fitto è cruciale per lo sviluppo delle politiche europee, toccando temi centrali come l’agricoltura, la pesca, i trasporti e il turismo, ambiti che riguardano da vicino il tessuto economico, occupazionale e sociale italiano, offrendo l’opportunità di sostenere il nostro sistema produttivo e i nostri lavoratori in un percorso di crescita condivisa. Ma non solo: dal punto di vista europeo, l’accordo raggiunto tra le forze politiche al Pe è un segnale positivo e un passo avanti verso una collaborazione costruttiva per il futuro dell’Europa. Finalmente, anche se in ritardo dopo giorni di stallo e di veti incrociati, è arrivato un messaggio di coesione per un’Europa che sembra, e speriamo che sia effettivamente così, voler superare quelle divisioni che in passato l’hanno penalizzata nel contesto internazionale e ne hanno minato la coesione interna, per puntare, stavolta, anche alla luce delle tendenze emerse dalle ultime elezioni europee e nazionali all’interno degli Stati membri, sulla costruzione di un impianto istituzionale maggiormente rappresentativo, che dia voce a tutte le sue componenti, geografiche, economiche e politiche. Certamente un compito tutt’altro che semplice, per questo non si parla per ora di un ampliamento della maggioranza anche ai conservatori, ma l’accordo su Fitto e Ribera, nonostante le difficoltà iniziali, dimostra che, quando c’è volontà di dialogo, è possibile ottenere risultati positivi per dimostrare che la coesione non è solo un principio astratto, ma una strada concreta verso un futuro migliore per tutti. Ora, come sindacato, dopo le congratulazioni a Fitto e agli altri Commissari, sarà nostro compito continuare a vigilare affinché le politiche del nuovo Esecutivo Ue portino benefici concreti ai cittadini ed ai lavoratori italiani ed europei.