Se non accettano di ridurre l’astensione, l’ammenda può arrivare a 100mila euro

Almeno al momento, gli appelli al senso di responsabilità arrivati dai leader di Cisl e Ugl, Luigi Sbarra e Paolo Capone, non sembrano aver sortito gli effetti sperati; anzi, proprio in queste ore i segretari generali di Cgil e Uil, Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri, hanno deciso di alzare ulteriormente il livello dello scontro, aprendo un contenzioso con la Commissione di garanzia per gli scioperi nei servizi pubblici essenziali. Come si ricorderà, la scorsa settimana il garante aveva evidenziato delle criticità in merito alla proclamazione dello sciopero generale nella giornata del 29 novembre. Il riferimento, in particolare, è ai trasporti pubblici, interessati da altre astensione nelle giornate immediatamente precedenti la data di novembre. Sempre per i trasporti pubblici vige la regola che non tutte le tipologie di servizio si possono fermare contemporaneamente. Cgil e Uil, però, piuttosto che trovare una soluzione condivisa, cosa auspicata da più parti, considerando che la Commissione è un soggetto terzo indipendente, hanno confermato per filo e per segno quanto scritto nella proclamazione dello sciopero. A questo punto, se la decisione venisse confermata, la prima conseguenza è che le due sigle sindacali verrebbero sanzionate con una ammenda che può arrivare fino a 100mila euro, mentre i ministeri competenti potrebbero precettare i lavoratori a garanzia della copertura dei servizi.