Lungo incontro a Palazzo Chigi con Cgil, Cisl, Uil, Ugl e altre sigle

Una lunga giornata di confronto, quella che oggi è andata in scena a Palazzo Chigi, dove la premier Giorgia Meloni ha incontrato i leader di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, Landini, Sbarra, Bombardieri e Capone, e delle altre sigle sindacali minori, comprese quelle della dirigenza. Presenti anche un folto gruppo di ministri, in particolare quelli maggiormente coinvolti nelle misure che riguardano i lavoratori. La Presidente del consiglio dei ministri ha rivendicato le cose fatte, ricordando alcune delle misure di maggiore impatto sui redditi medio bassi. Dal taglio del cuneo fiscale in modo strutturale alla conferma delle tre aliquote Irpef, passando per le iniziative a sostegno della famiglia, come il bonus nuove nascite da mille euro. Un elenco piuttosto lungo, che passa anche dalle risorse stanziate per il rinnovo dei contratti collettivi di lavoro del pubblico impiego e la rivalutazione degli assegni pensionistici e gli oltre dieci miliardi in due anni sulla sanità. Le sigle sindacali hanno, nel complesso, confermato le loro posizioni, espresse in questi giorni, sia nel corso di audizioni parlamentari sia in eventi pubblici. In particolare, davanti alla richiesta di Cisl, Ugl e di altre sigle di procedere ad un ulteriore taglio delle tasse sui redditi da lavoro dipendente, la premier ha anticipato che si stanno facendo tutte le valutazioni per capire se è possibile ridurre la seconda aliquota dal 35 al 33%, con eventuale revisione anche della soglia dello scaglione che potrebbe salire fino a 60mila euro dagli attuali 50mila euro. Sempre oggi, è anche scaduto il primo termine per la presentazione degli emendamenti al disegno di legge in sede parlamentare. Una scadenza che non riguarda il governo che può sempre presentare dei correttivi al testo. Margini di intervento ci sono ancora, almeno fino al voto in aula alla Camera, se non addirittura nel passaggio in Senato, anche se molto dipende dalla velocità dell’iter.

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