di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale UGL

Per l’Ugl Fna, la nostra Federazione che riunisce gli autoferrotranvieri, quindi i dipendenti di bus, tram e metropolitane, oggi è una giornata di sciopero. Una mobilitazione indetta, assieme alle altre sigle sindacali, per chiedere il rinnovo del contratto collettivo di settore e denunciare l’assenza di un adeguato incremento del fondo nazionale destinato al trasporto pubblico, elemento indispensabile per garantire servizi di qualità e sicuri. Un’astensione dal lavoro di 24 ore e con prestazioni ridotte nelle fasce di garanzia e una manifestazione stamattina a Porta Pia, a Roma, di fronte alla sede del Ministero dei Trasporti, alla quale ho preso parte per certificare l’appoggio di tutta la Confederazione nei confronti dei nostri colleghi di Ugl Fna e di tutti i lavoratori del settore. Uno sciopero inevitabile, pur nella consapevolezza dei disagi creati agli utenti, spesso anch’essi lavoratori che ogni giorno utilizzano i mezzi pubblici per i loro spostamenti, con l’obiettivo di sensibilizzare cittadinanza e istituzioni sull’importanza di intervenire prontamente per garantire e migliorare il diritto alla mobilità di tutti. Un diritto che non può essere pienamente esercitato senza adeguati investimenti nel settore, a partire dal rinnovo del contratto dei lavoratori, fino al necessario aggiornamento del parco mezzi e delle infrastrutture di trasporto. In questa prospettiva, suggeriamo al governo di destinare parte delle risorse previste nella prossima legge finanziaria, come quelle provenienti dal concordato lavoratori autonomi, per il miglioramento del settore trasporti. Convinti che solo con un dialogo costruttivo si possano ottenere risultati tangibili per i lavoratori e per gli utenti, la nostra, infatti, non è solo una protesta, ma anche una proposta di soluzioni pratiche e concrete per affrontare i problemi strutturali che affliggono il settore. Accanto alla questione contrattuale e agli investimenti, un altro tema cruciale alla base di questa mobilitazione è la sicurezza sul lavoro, con, da un lato, i rischi professionali quotidiani cui sono esposti i lavoratori del settore, e dall’altro, criticità nuove e sempre più diffuse, come le aggressioni fisiche nei confronti del personale, sia del Tpl, che anche delle ferrovie, settore nel quale è stata proclamata solo pochi giorni fa un’agitazione di 8 ore, alla quale ha partecipato anche Ugl Ferrovieri, dopo l’ennesimo atto di violenza contro un lavoratore, per denunciare un clima di insicurezza che coinvolge anche gli utenti, un problema sociale rilevante per il quale bisogna trovare, con urgenza, soluzioni efficaci. Una mobilitazione necessaria, quindi, con l’obiettivo di farci portavoce delle necessità dei lavoratori e di rafforzare il trasporto pubblico come diritto di tutti e come servizio fondamentale per il Paese.