«Sembra che scopriamo dei dibattiti oggi, penso al tema della competitività, dei dazi»
«A me pare che l’Europa debba trovare una quadra e prendere le misure di se stessa. Sembra che scopriamo dei dibattiti oggi, penso al tema della competitività, dei dazi». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, commentando, al suo arrivo al Consiglio europeo informale a Budapest, le riflessioni di alcuni politici e commentatori sulle conseguenze della vittoria alle presidenziali statunitensi di Donald Trump sulla comunità europea (con la nuova amministrazione, i rapporti tra States e Unione europea saranno ricalibrati, come osservato anche dall’ex premier e presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi: «Non c’è alcun dubbio che la presidenza Trump farà grande differenza nelle relazioni tra gli Stati Uniti e l’Europa. Non necessariamente tutto in senso negativo, ma certamente noi dovremo prenderne atto»). «Il dibattito sulla competitività europea è un dibattito che è iniziato mesi fa all’indomani dell’Inflation Reduction Act», ha ricordato il premier, che poi ha aggiunto: «Se volessimo dirlo con una battuta che ricorda appunto i presidenti americani, non chiederti cosa gli Stati Uniti possano fare per te, chiediti cosa l’Europa debba fare per se stessa, che è il dibattito di questa mattina». Infine, c’è stato anche il tempo per replicare alla segretaria del Partito democratico Elly Schlein: «Mi dispiace che anche su questo si riesca a fare una polemica su una cosa completamente inutile, non so cosa si intenda per svilire i diritti sindacali che questo governo difende molto meglio della sinistra al caviale», ha osservato Meloni. Cosa aveva detto Schlein? Facciamo un passo indietro a ieri, per inquadrare il caso: ospite di “Un giorno da pecora”, il deputato e presidente della Commissione Finanze, Marco Osnato, su invito dei conduttori, ha inviato un messaggio al premier per chiedere aggiornamenti sul suo stato di salute, dopo alcuni giorni passati con l’influenza. «Male in verità, ma non avendo particolari diritti sindacali sono a Budapest per il Consiglio europeo a fare il mio lavoro», è stata la replica del presidente del Consiglio. Da lì a poco, la battuta/attacco di Schlein: «La smetta di fare la vittima» e di «delegittimare» i sindacati.