Nella stessa giornata, ma al pomeriggio, scadono i termini per gli emendamenti
Salta all’ultimo momento l’incontro in programma a Palazzo Chigi fra la premier Giorgia Meloni e i ministri competenti per materia e i leader sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, Maurizio Landini, Luigi Sbarra, Pierpaolo Bombardieri e Paolo Capone. L’appuntamento, molto atteso, era per fare il punto sulla manovra finanziaria all’indomani dell’avvio delle audizioni parlamentari. Contemporaneamente con la disdetta dell’incontro, è, comunque, arrivata la nuova convocazione che è stata fissata per lunedì mattina alle 9. L’orario così anticipato è utile per permettere al governo e ai partiti, soprattutto di maggioranza, di predisporre gli eventuali correttivi al testo. Sempre l’11 novembre, ma nel pomeriggio, scade, infatti, il termine per la presentazione degli emendamenti, mentre per i giorni a seguire è prevista l’ammissibilità degli stessi, termine tecnico che va ad indicare due aspetti: l’allineamento con la materia del disegno di legge e, principalmente, la copertura finanziaria. È opportuno ricordare che, comunque, il governo, il relatore o la stessa commissione bilancio nella sua interezza possono presentare delle proposte emendative, possibili anche nella fase di discussione in Aula. Intanto, dalle prime indiscrezioni raccolte, le risorse aggiuntive derivanti dal concordato biennale con i lavoratori autonomi dovrebbero ammontare ad 1,3 miliardi, ma potrebbero essere riaperti i termini per aderire.