Un previsto testa a testa si è “trasformato” nella vittoria netta di Donald Trump. Lui ci ha sempre creduto e ha vinto. Esito atteso da India, Israele, Iran, Cina, Russia e Ucraina. «Fermerò tutte le guerre». «Renderò l’America libera e potente». Dunque, i grandi “vecchi” continuano a vincere?

Testa a testa, scrivevano e hanno scritto ancora stamattina la maggioranza dei quotidiani (di carta) nazionali e internazionali sull’esito delle presidenziali statunitensi. Invece, da stamattina l’esito era già netto e incontrovertibile: è Donald Trump, 78 anni, a trionfare per la seconda volta e, fatto ancora più inaspettato per lo stesso tycoon, ad aggiudicarsi il voto popolare. È inoltre il primo presidente, il 47°, a essere stato rieletto dopo una condanna, il più anziano di sempre (scalzando anche in questo primato Biden) e, considerando che la veterana democratica Nancy Pelosi è stata rieletta alla “tenera” età di 84 anni, viene da pensare che i cosiddetti grandi “vecchi” hanno ancora qualcosa da dire a un elettorato alla ricerca di un’economia alla portata delle loro tasche. «Renderò l’America libera e potente, superando le divisioni del passato. Il successo ci unirà», «fermerò tutte le guerre», sono state le sue prime promesse una volta salito sul palco da vincitore. Dopo aver conquistato Pennsylvania, North Carolina e Georgia, Donald Trump è, nelle ore in cui stiamo scrivendo, avanti in tutti i quattro “swing state” non ancora assegnati. Secondo le proiezioni di Associated Press, in Nevada (6 grandi elettori) Trump è al 51,5% contro il 46,8% di Harris con l’83% dei voti scrutinati; in Arizona (11 grandi elettori) Trump è al 50,8% contro il 48,4% di Harris con il 54% dei voti scrutinati; in Wisconsin (10 grandi elettori) Trump è al 51% e Harris al 47,6% con il 93% dei voti scrutinati; in Michigan (15 grandi elettori) Trump è al 51,1% e Harris al 47,2% con l’88% dei voti scrutinati. Secondo le proiezioni di FoxNews, i repubblicani prenderanno anche il controllo del Senato con almeno 51 seggi. È stata la vittoria del senatore repubblicano Bernie Moreno sul democratico Edmund Gerald Brown, in Ohio, a chiudere, secondo gli analisti, la corsa al Senato Usa. Un effetto immediato e imponente della vittoria di Trump, si è manifestato subito sui mercati, i quali evidentemente si attendono benefici delle sue politiche economiche, fatte a suon di tagli delle tasse, deregolamentazione, dazi e spinta ai bitcoin: Wall Street ha festeggiato con l’S&P 500 al + 1,5%; successivamente in alto anche Londra (+0,86%) e i listini europei con Parigi (+1%), Francoforte (+0,8%) e Milano (+0,85%). Al contrario in Asia, le Borse cinesi per paura dei dazi hanno iniziato a perdere. Il dollaro ha registrato il maggior incremento dal 2020, guadagnando su tutte le valute, a partire dall’euro.