Cisl, Ugl e altre sigle più aperte al dialogo col governo, non così Cgil e Uil

L’audizione di ieri, davanti alle Commissioni riunite bilancio di Camera e Senato, è servita alle organizzazioni sindacali per ribadire le proprie rispettive posizioni in merito al disegno di legge di bilancio per il prossimo anno. Se la Cgil e la Uil hanno confermato la loro contrarietà, con la decisione di proclamare uno sciopero generale il 29 novembre, Cisl e Ugl, ma anche Cisal e Confsal, hanno assunto un atteggiamento più dialogante, mostrando apprezzamento per le misure contenute nel provvedimento, ma avanzando pure delle richieste mirate e puntuali. Un aspetto su cui hanno insistito tutte le sigle sindacali è quello del rafforzamento della previdenza complementare che, in presenza di assegni pensionistici sempre meno consistenti, rappresenta un tassello fondamentale. L’Ugl ha anche insistito sugli investimenti in materia di salute e sicurezza, un capitolo non ancora scritto della legge di bilancio, che riveste un carattere di estrema urgenza. Pure la Uil ha insistito sul punto. Durante l’audizione, soprattutto i rappresentanti del Partito democratico hanno ripreso la questione, già dibattuta, dell’introduzione del salario minimo legale, altro tema che ha prodotto una frattura fra Cgil e Uil, da una parte, e Cisl e Ugl, dall’altra, in occasione del documento di osservazioni e proposte redatto dal Cnel. L’Ugl, più di altre sigle, ha rilanciato il tema della partecipazione dei lavoratori.