I trafficanti «mi hanno minacciato di morte». Lo ha confessato il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso di un intervento a “Porta a Porta”, durante il quale sono stati affrontati anche altri temi, oltre ai flussi migratori. Che rimane in cima alle priorità dell’agenda governativa, nonostante tanti ostacoli. Come, ad esempio, le sentenze di alcuni tribunali italiani che hanno rallentato i piani dell’esecutivo. Dal premier, però, sono arrivate rassicurazioni in questo senso: i centri in Albania «funzioneranno» e rappresentano «la chiave di volta nella gestione dei flussi non solamente italiani». Per questo, ha aggiunto il presidente del Consiglio, l’intesa Roma-Tirana «riscuote tanta attenzione da parte dell’Ue, l’Europa guarda con interesse all’intesa: se tu migrante irregolare che paghi gli scafisti perché arrivi in Italia ma vuoi andare in Germania ti ritrovi fuori dai confini europei, questo è il più grande deterrente». La lotta all’immigrazione irregolare è un obiettivo imprescindibile, secondo palazzo Chigi: «È fondamentale per smontare questo business, farò di tutto per farlo funzionare: ho tanti nemici ma anche tanti amici» e dunque «li faremo funzionare», «rispettando il diritto internazionale ma creando problemi seri ai trafficanti”. Poi anche una “battuta” sul caso dossieraggio: «La cosa più importante riguarda l’infedeltà dei funzionari, l’hackeraggio non è il tema più importante, le nostre banche dati non sono violate da estranei ma da funzionari dello Stato che dovrebbero proteggerle ma usano il loro potere per fare altro con quei dati. Bisogna essere implacabili e non lo dico solo per loro ma anche per chi ha il dovere della vigilanza».