E ora il “campo largo” è un cumulo di macerie
Lo ha detto subito dopo la vittoria e lo ha ripetuto oggi, intervenendo ad Agorà su Rai 3: «Voglio essere il sindaco della Regione Liguria perché così facendo si è vicino ai cittadini, vicino al territorio». All’indomani del successo di Marco Bucci alle elezioni regionali della Liguria, c’è però soprattutto chi si lecca le ferite e conta i danni. Perché se è vero che il risultato non era affatto scontato per il centrodestra a seguito degli sviluppi e dell’inchiesta giudiziaria che hanno condotto la regione al voto anticipato, è altrettanto vero che, ancora una volta, il cosiddetto campo largo del centrosinistra si è dimostrato incapace di sfruttare la situazione di potenziale vantaggio. E il giorno dopo le accuse reciproche si sprecano, al netto della buona performance del Pd. Rimane un dato incontrovertibile: la consapevolezza dei cittadini del buon governo del centrodestra, che alla fine ha premiato il sindaco di Genova, sebbene al fotofinish. «Il segnale di fiducia ricevuto dai cittadini in Liguria – è perciò il messaggio che il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha oggi affidato ai social – ci dà ancora più forza per proseguire in questa direzione, sempre al servizio degli italiani». Dall’altro lato, al contrario, si respira un’aria pesante. Il primo a marcare i problemi del campo largo è stato proprio il candidato del centrosinistra, Andrea Orlando. Poi è toccato alla segretaria dem, Elly Schlein: in Liguria «il Pd è al 28,5%. Abbiamo dato il massimo. Siamo consapevoli che non basta, ma scontiamo anche le difficoltà degli altri». Solo che questo ennesimo tentativo di unire le opposizioni si è sgretolato sul nascere e Matteo Renzi non si è lasciato sfuggire l’occasione di puntare il dito verso chi, a suo dire, non ha permesso un esito diverso: «Oggi ha perso soprattutto chi concepisce la politica come uno scontro personale, come un insieme di antipatie e vendetta. Ha perso chi mette i veti. Ha perso chi non si preoccupa di vincere ma vuole solo escludere e odiare. Ha perso Giuseppe Conte, certo, e tutti quelli che con lui hanno alzato veti contro Italia Viva». E la risposta del leader del M5s, in caduta libera nel voto ligure, non si è fatta attendere: «Non ci turbano le uscite di chi prova a ridurre la politica a una fredda questione di numeri. Lascino da parte le calcolatrici, ipotizzare fantasiose alleanze con Renzi e i suoi epigoni avrebbe solo fatto perdere ancor più voti al M5s e quindi alla coalizione, a chi voleva dare una scossa a tutta la Liguria». Ma quel che rimane nel centrosinistra, alla fine, è un cumulo di macerie.