di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl

Nel corso di un evento del Sole 24 Ore, il Ministro del Lavoro Marina Calderone ha ribadito la necessità di dar vita ad un grande patto per il Paese, che coinvolga tutte le parti sociali, per affrontare e risolvere le criticità del mondo produttivo e del lavoro, come del resto aveva già anticipato in occasione del G7 Lavoro di Cagliari alla presenza dei sindacati europei. Mettere tutti attorno a un tavolo ed esaminare punto per punto problemi e possibili soluzioni, utilizzando la «leva del dialogo sociale», e cogliendo quelle che attualmente sono, a detta dello stesso Ministro, delle «condizioni favorevoli» per un confronto costruttivo, non solo con le rappresentanze dei lavoratori, ma anche con quelle del mondo datoriale. In modo che tutti facciano la propria parte, ognuno in base al proprio ruolo. Le criticità da affrontare sono diverse, innanzitutto la questione di un migliore incontro tra domanda e offerta di lavoro, un aspetto su cui il governo sta lavorando attraverso politiche attive, formazione e riqualificazione, con l’obiettivo di connettere i lavoratori alle richieste del mercato. Poi, dal lato delle aziende, puntare sulla crescita della produttività, per creare le condizioni che permettano alle imprese di investire in salari e welfare aziendale. Dal lato pubblico, rafforzare il sostegno al mondo del lavoro, sempre considerando le risorse disponibili, ma ponendo il tema al centro delle politiche economiche, manovra in primis, come si sta cercando di fare ad esempio rendendo strutturale il taglio del cuneo fiscale e con le altre misure volte alla valorizzazione del capitale umano, che vanno nella giusta direzione e rappresentano un cambio di rotta rispetto alla logica assistenziale del passato. Noi dell’Ugl non possiamo che accogliere positivamente queste dichiarazioni perché le sfide che il mondo del lavoro ha di fronte, come le transizioni energetica e digitale, ma anche le strutturali criticità del sistema, da risolvere, rendono necessario riaprire il tavolo di concertazione tra istituzioni e parti sociali. Certamente sono passi positivi la riduzione del cuneo fiscale e contributivo per salvaguardare il potere d’acquisto dei lavoratori ed il potenziamento della formazione e della riqualificazione professionale attraverso investimenti nelle politiche attive del lavoro. Bisogna insistere ulteriormente su queste misure, così come bisogna trovare il modo di incentivare il matching tra domanda e offerta di lavoro e facilitare la connessione tra imprese e lavoratori. Nell’ambito di questo appello al dialogo sociale, non possiamo, poi, che richiamare l’attenzione sulla piena attuazione dell’articolo 46 della Costituzione, relativo alla partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese. Insomma, c’è molto da fare e molto di cui discutere, ed è condivisibile l’invito alla cooperazione espresso dal Ministro Calderone, auspicando che possa portare a risultati positivi concreti per il futuro del lavoro in Italia.