L’idea è quella di andare oltre ai 621 euro garantiti con il recupero dell’inflazione

In linea teorica, fra un paio di settimane, il governo dovrebbe votare in Consiglio dei ministri il disegno di legge di bilancio, ma è verosimile, stando alle indiscrezioni raccolte da più parti e sulla base dell’esperienza degli anni trascorsi, che possa esserci uno slittamento alla fine del mese. Non sarebbe di certo una novità, anzi, in quanto l’iter parlamentare per l’approvazione della legge di bilancio, negli ultimi quindici anni, è praticamente sempre iniziato non prima di novembre. La legge di bilancio, per la sua portata, è soggetta a ritocchi fino all’ultimo momento utile. Nel fine settimana, l’attenzione si è concentrata, in particolare, sul capitolo pensioni. Il ministro Giancarlo Giorgetti ha garantito che nel disegno di legge di bilancio sarà prevista la rivalutazione piena degli assegni pensionistici, cosa che porta l’asticella delle minime a 621 euro; l’obiettivo in questo caso è, però, quello di provare ad aggiungerci qualcosa sopra. Sempre con riguardo alla previdenza, Giorgetti ha confermato la volontà del governo, espressa anche dalla sua collega Marina Calderone, di sostenere le adesioni ai fondi di pensione complementare, partendo da un nuovo semestre bianco, con i lavoratori chiamati ad esprimere formalmente la destinazione del trattamento di fine rapporto. Non sembrano esserci, almeno al momento, particolari novità, invece, sul versante delle uscite anticipate.