Il governo punta ad un saldo primario strutturale del 2,2% del Pil entro il 2029

Il Piano strutturale di bilancio di medio termine pone particolare enfasi sull’obiettivo di raggiungere un saldo primario strutturale del 2,2% del Pil entro il 2029. Il miglioramento del saldo primario, già iniziato nel corso del 2024, è determinato in larga parte dal consolidamento dell’occupazione stabile e di qualità, con un aumento dei contratti a tempo indeterminato, anche per effetto degli incentivi introdotti o rafforzati con le ultime leggi di bilancio. È, però, opportuno osservare come l’occupazione sostenga le entrate, senza, però, avere ancora effetti decisivi sulla crescita del prodotto interno lordo, che rimane inferiore alle potenzialità. Si tratta di una osservazione, corroborata dai numeri, che arriva da più osservatori. Il Piano strutturale di bilancio, in questo senso, conferma le previsioni prudenti già indicate nell’aprile scorso nel Documento di economia e finanza. Su un punto, manca, comunque, una indicazione chiara, vale a dire sui confini di un eventuale intervento su quelli che, nella comunicazione quotidiana, sono indicati come gli extraprofitti generati in alcuni settori per effetto delle conseguenze legate alla pandemia da Covid-19, prima, e al conflitto bellico, dopo. Un intervento, anche limitato nel tempo, è possibile, pure alla luce delle regole generali che definiscono la predisposizione del Piano strutturale di bilancio di medio termine da parte dei singoli Stati membri. Si è parlato con insistenza di contributo, di addizionali o di anticipazione di imposte dovute.