Ogni Paese membro si impegna a definire il percorso per mettere in sicurezza i conti pubblici

Il Piano strutturale di bilancio di medio termine è stato introdotto con la riforma delle regole del Patto di stabilità e di crescita. In fase di prima applicazione, il termine per la presentazione del documento era fissato al 20 settembre, anche se la Commissione europea ha dato maggiori margini di flessibilità per l’adempimento, per ragioni diverse, compreso il fatto che il 2024 rappresenta, a tutti gli effetti, la fine della disciplina straordinaria adottata durante e dopo la pandemia da Covid-19. Il Piano si pone come obiettivi prioritari la definizione del percorso della spesa netta aggregata, delle riforme e degli investimenti, da realizzare nel periodo indicato. Gli Stati membri possono scegliere la procedura di invio; nel caso dell’Italia, il Piano è approvato prima dal Consiglio dei ministri e poi dal Parlamento, per essere successivamente inviato alla Commissione. L’individuazione della traiettoria della spesa netta aggregata permette di definire un percorso condiviso per arrivare ad un piano di rientro in caso di deficit eccessivo; di norma, il piano di rientro ha durata di quattro anni, con possibile estensione a sette. Il parametro per la definizione del piano di rientro è dato dalla spesa netta aggregata, che si traduce in spesa non finanziata da nuove entrate o da risorse europee, senza contare gli interessi passivi sul debito e gli effetti ciclici di particolari tipologie di spesa. L’estensione della durata del piano di rientro è subordinata all’adozione di riforme e di investimenti, capaci di intervenire sulle difficoltà strutturali del singolo Paese e in base alle raccomandazioni del Consiglio nell’ambito del Semestre europeo. Si tratta di una logica, quella del connubio riforme-investimenti, che ricalca quanto previsto anche nel Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il Piano strutturale di bilancio di medio termine va a sostituire in parte il Documento di economia e finanza; a regime, già con il prossimo anno, i governi potrebbero non presentare né il Def né la nota di aggiornamento alla stessa. È, però, prevista una relazione annuale dello stato di avanzamento del Piano strutturale di bilancio sulla base del monitoraggio del raggiungimento degli obiettivi programmatici pluriennali sulla spesa netta aggregata; la relazione annuale va presentata entro il 30 aprile di ciascun anno. La possibilità di rivedere gli obiettivi pluriennali sulla spesa netta aggregata è ammessa in casi particolari, fra cui l’insediamento di un nuovo governo o la presenza di condizioni oggettive che, a più di dodici mesi dalla scadenza, che rendono possibile raggiungere gli obiettivi.