Pensioni sociali
Nel 2023 l’Inps ha corrisposto 820mila pensioni e assegni sociali per un costo totale di 4,1 miliardi. I percipienti sono persone che, arrivate alla soglia dei 67 anni di vita, non hanno versato alcun contributo o talmente pochi da non poter essere integrati al minimo come avviene per tanti altri pensionati: né sono invalidi o inabili al lavoro perché avrebbero conseguito le pensioni a loro dovute dall’Inps o dall’Inail. Si tratta, secondo le analisi di questa categoria di pensionati, o di persone che hanno vissuto tutta la loro vita attiva mantenuti da qualche familiare ma senza aver diritto alla reversibilità, ovvero a persone che hanno lavorato sempre in nero o che hanno svolto attività illecite.
Dipendenti pubblici
L’Inps ha elaborato l’analisi delle pensioni percepite dai pubblici dipendenti, che sono in totale 3.137.572 per una spesa complessiva di 90 miliardi. la maggior parte di queste pensioni sono anticipate rispetto all’età pensionabile a causa dell’anzianità contributiva o in applicazione di anticipazioni speciali stabilite per legge: si tratta del 58,9% in termini numerici e del 65,4% in termini finanziari. Invece, le pensioni corrisposte al raggiungimento dell’età pensionabile sono il 14,6% in termini numerici e il 16,7% in termini finanziari che sono dati molto inferiori rispetto a quelle anticipate. Le restanti pensioni sono erogate ai superstiti (il 20,2%) e per l’inabilità al lavoro.