La norma, da discutere, dovrebbe trovare spazio nel decreto Incentivi

Il decreto legislativo sugli incentivi alle attività produttive, uscito in bozza nella giornata odierna e commentato in altra parte del quotidiano dal segretario generale dell’Ugl, Paolo Capone, è sicuramente destinato a far parlare di sé nelle prossime settimane, quando partirà formalmente l’iter in Parlamento per il parere delle competenti commissioni. In particolare, uno dei punti di maggiore attenzione per i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl e delle associazioni datoriali è sicuramente quello che rimanda alla salvaguardia dei livelli occupazionali. Il riconoscimento degli incentivi è, infatti, subordinato al mantenimento dell’occupazione o, in alternativa, all’assunzione di personale: il mancato raggiungimento dell’obiettivo indicato comporterà una sanzione, anche questa da definire. Al momento, nella bozza trapelata in queste ore, l’impresa perde i vantaggi, che possono essere fiscali oppure di altro ordine, compreso un contributo diretto, se l’occupazione si riduce del 40%. I sindacati chiedono da tempo l’introduzione di ulteriori misure di contrasto al fenomeno delle delocalizzazioni, un fenomeno che ha colpito duramente alcuni settori produttivi della manifattura e i comparti dove è maggiore l’impiego di personale, come, ad esempio, i call center. Nel dibattito parlamentare, si comprenderà quanto è giudicata congrua la soglia indicata, che potrebbe, quindi, anche variare