La gigafactory è in ritardo con le federazioni di categoria che sono preoccupate

Continua il momento No nelle relazioni industriali all’interno di Stellantis, tanto è vero che le federazioni di categoria di Cisl, Cgil, Uil, Ugl e Confsal, più l’Associazione quadri, annunciano la mobilitazione e non escludono l’indizione di un nuovo sciopero. L’ultimo motivo di scontro coinvolge direttamente anche il governo. Visto i tentennamenti di Stellantis e dei suoi partner in Acc, Mercedes-Benz e Total, il ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, ha annunciato il disimpegno dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza destinati a contribuire alla realizzazione della gigafactory di Termoli per la produzione di batterie per auto elettriche. La decisione del ministro è dettata dal rischio che, di rinvio in rinvio, si possa finire per andare oltre il tempo massimo per la rendicontazione del Pnrr, fissato al 2026, col risultato che, a quel punto, le somme non sarebbero più disponibili. La conseguenza è che i 250 milioni in quota Pnrr, sui 600 milioni di fondi europei previsti, saranno indirizzati verso altri interventi in ambito energetico, con la promessa che, quando Stellantis e soci saranno pronti, si individueranno altri fondi per recuperare la quota dirottata. Un nuovo appuntamento al ministero è previsto entro ottobre. Intanto, Mirafiori si appresta a diventare un polo centrale per le strategie di Stellantis sui veicoli commerciali, comparto in crescita.