Tajani torna sul tema della cittadinanza: «Che io possa pensare di aprire a sinistra è una sciocchezza sesquipedale»
Archiviato il caso Sangiuliano (venerdì scorso Alessandro Giuli ha prestato giuramento al Quirinale in veste di nuovo ministro della Cultura) e incassato l’applauso degli imprenditori in platea a Cernobbio, il premier Giorgia Meloni e il governo guardano ora ai prossimi impegni. Primo tra tutti, la manovra economica. Che nelle intenzioni già annunciate dovrà mirare, senza sprechi, al sostegno alle famiglie e alle imprese. È in questa direzione, allora, che va inquadrato il pranzo di lavoro di oggi a Palazzo Chigi cui hanno partecipato, oltre a Meloni, i due vicepremier, Matteo Salvini e Antonio Tajani, più il capo politico di Noi moderati, Maurizio Lupi, e il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Un vertice per fare il punto della situazione sulla legge di bilancio, ma anche su alcuni dossier da affrontare a stretto giro (nomine dei vertici Rai e il nodo Liguria, per cui va individuato un candidato a presidente della regione). Oggi il leader di Forza Italia, Antonio Tajani, è tornato sul tema ius scholae. «Che io possa pensare di aprire a sinistra è una sciocchezza sesquipedale. Nessun regalo, la loro proposta è completamente diversa dalla nostra. Loro vogliono lo ius soli che è una proposta demagogica», ha chiarito il ministro degli Esteri in una conferenza stampa di FI. «Un centrodestra moderno – è stato quindi il ragionamento del vicepremier – deve guardare alla realtà della nostra società. Presenteremo ai nostri alleati un progetto per migliorare le regole per concedere la cittadinanza».