Zelensky a Ramstein: «Con nostra offensiva ribaltata situazione»

«Un incontro tra Putin e Zelensky è sicuramente possibile e necessario». Il primo ministro ungherese e presidente di turno del Consiglio UE, Viktor Orban, è tornato a sottolineare un concetto già espresso, stavolta durante il forum Ambrosetti, a Cernobbio. Da entrambe le parti, ha tuttavia aggiunto, «non c’è la volontà di arrivare a una pace, perché entrambe sono convinte che il tempo giocherà a loro favore». Negli ultimi giorni si sono registrati attacchi più intensi e Mosca ha inoltre fatto sapere in diverse occasioni che l’offensiva ucraina nella regione russa di Kursk non facilita, al momento, la possibilità di dialogo tra le parti. Il punto di vista del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky (ieri è stato completato il rimpasto di governo che lo stesso Zelensky aveva annunciato in precedenza), è che «con la nostra controffensiva stiamo forzando la guerra nel territorio della Federazione Russa». Il presidente ucraino ha così illustrato la strategia di Kiev durante una riunione del gruppo di contatto per la difesa dell’Ucraina nella base militare di Ramstein. «Abbiamo ribaltato la situazione – ha detto Zelensky, secondo quanto riportato da RBC-Ucraina –, oggi controlliamo un’area di oltre 1.300 chilometri quadrati nella regione di Kursk. Ciò comprende più di un centinaio di insediamenti». «A oggi le truppe russe hanno perso circa 6.000 soldati uccisi e feriti nella sola regione di Kursk, così come decine di migliaia di soldati russi in altre zone di combattimento», ha poi aggiunto Zelensky. Intanto Mosca ha smentito le indiscrezioni secondo cui la Cina intenderebbe costringere la Russia a concludere un accordo con Kiev. «Questo è stato detto da coloro che vogliono che la Russia accetti la formula di Zelensky, che è simile a un ultimatum. Questo non è serio», il commento del ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, in un’intervista all’agenzia RBC, ripresa dalla Tass.