di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale UGL

I dati su salute e sicurezza sul lavoro forniti dall’Inail per il primo semestre del 2024 fotografano un tragico bilancio. Gli incidenti mortali tra gennaio e giugno sono stati 469, con un aumento del 4,2% rispetto all’anno precedente, e corrispondenti a 19 decessi in più rispetto alle 450 vittime dello stesso periodo del 2023. Oltre ai casi mortali, nei primi sei mesi del 2024, l’Italia ha registrato un lieve aumento anche degli incidenti in generale: le denunce di infortunio presentate all’Inail sono state, infatti, 299.303, in aumento dello 0,9% rispetto alle 296.665 dello stesso periodo del 2023. Sempre parlando del totale degli incidenti, l’incremento è da attribuire essenzialmente all’aumento di quelli in itinere, passati da 43.990 a 46.352, con quindi un +5,4%, più che a quelli avvenuti nei luoghi di lavoro, che sono rimasti sostanzialmente invariati nel confronto con il primo semestre dell’anno scorso:  252.951 nel 2024 contro i 252.675 del 2023, con un +0,1%. Significativo anche l’aumento delle denunce di malattia professionale, che nel primo semestre del 2024 sono state 45.512, 7.470 in più rispetto allo stesso periodo del 2023, con una crescita del 19,6%. Non dobbiamo considerare questi numeri come fredde statistiche, ma ricordare sempre che rappresentano drammi per i lavoratori e le loro famiglie e che gli infortuni mortali in particolare costituiscono una tragedia che poteva e doveva essere evitata, specie nella nostra società, caratterizzata da progressi tecnologici e normativi. Dato che invece si osserva un aumento più o meno incisivo in tutti gli ambiti, tra incidenti mortali, infortuni non mortali e malattie professionali, non si può che provare profonda preoccupazione in merito alla situazione relativa alla salute e sicurezza sul lavoro nel nostro Paese. E’ certamente vero che l’incremento può anche essere considerato una conseguenza della parallela crescita dell’occupazione, ma ciò non ci esime affatto dal cercare soluzioni più adeguate per rendere maggiormente sicuro il lavoro in Italia. In risposta a questa situazione, il governo ha annunciato l’immissione di nuovi ispettori del lavoro per aumentare i controlli, con l’obiettivo di prevenire ulteriori tragedie e garantire che le normative sulla sicurezza siano rigorosamente applicate. Una misura positiva per l’Ugl, perché le cifre fornite dall’Inail riflettono una realtà drammatica che richiede interventi urgenti. Bene che ci siano più ispettori, quindi, ma occorre anche migliorare gli standard e le misure preventive, rendere più efficace e capillare la formazione, garantire che, in caso di violazioni delle norme su salute e sicurezza, i responsabili siano adeguatamente sanzionati, anche introducendo pene più severe. Ognuno ha il diritto di lavorare per vivere e di tornare a casa sano e salvo alla fine della propria giornata di lavoro.