L’intervista del presidente del Consiglio a Tempi
Di ritorno «da un’impegnativa missione in Cina, ho pensato fosse giusto e necessario esserci seppure molto velocemente per questi atleti che fanno sacrifici per anni solo per pochi minuti sperando di sentire suonare l’inno nazionale, di vedere sventolare la bandiera tricolore e penso che la Nazione nel suo complesso debba dire grazie a loro per questi sacrifici, questo impegno e questa dedizione». Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha spiegato il perché della sua tappa a Parigi, dove si stanno tenendo i Giochi olimpici, prima di fare rientro in Italia. Ad attenderla diverse questioni, motivo per cui è previsto, si presume a breve, un vertice con gli altri leader di maggioranza. Andrà sciolto il nodo delle nomine Rai, tanto per cominciare. Poi il governo andrà avanti con il programma presentato alle elezioni, come ha spiegato la stessa Meloni in un’intervista a Tempi di cui il Foglio ha pubblicato alcune anticipazioni, nella quale ha ribadito la determinazione a «portare a termine tutte le riforme». In questo senso il premierato resta una priorità. «Sono da sempre convinta che l’instabilità politica abbia indebolito l’Italia nei rapporti internazionali e dal punto di vista economico, perché governi che hanno una durata troppo breve non possono sviluppare una visione di lungo periodo. E ciò che puoi fare è solo navigare a vista, cercare il consenso immediato invece di immaginare politiche strutturali o mettere mano alla politica industriale», il ragionamento del presidente del Consiglio. Quindi, secondo Meloni, «l’instabilità dei governi ha inciso sulle nostre carenze infrastrutturali, sulla nostra capacità di difendere i nostri interessi nazionali e sullo stato di salute della nostra economia». Sullo sfondo, però, restano le incertezze geopolitiche. Meloni, già in Cina, non aveva nascosto le preoccupazioni per le tensioni crescenti in Medio Oriente, anche sul fronte libanese. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha assicurato che il nostro paese è al lavoro per «evitare una guerra» di più ampie proporzioni e si è detto disponibile a riferire in Parlamento. Intanto l’approdo in Aula alla Camera del ddl sicurezza slitta a dopo la pausa estiva, stando a quanto stabilito dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio, mentre la chiusura dell’esame in commissione è atteso tra questa e la prossima settimana.