Sale a +1,3% dal +0,8%. Accelerazione anche nell’Eurozona: da +2,5% a +2,6%

Torna ad accelerare l’inflazione italiana a luglio, salendo – secondo le ultime rilevazioni dell’Istituto nazionale di statistica – all’1,3% dal +0,8% del mese precedente. Su base mensile l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, è invece aumentato dello 0,5%. L’accelerazione tendenziale, si legge nella nota di commento ai dati, «riflette l’attenuarsi della flessione su base tendenziale dei prezzi dei Beni energetici (-4,1% da -8,6% di giugno), a causa sia della componente regolamentata sia di quella non regolamentata». Al contrario, l’Istat ha registrato un rallentamento dei prezzi dei beni alimentari, sia lavorati che non lavorati, con conseguenze dirette sul carrello della spesa: i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona, infatti, rallentano su base tendenziale da +1,2% a +0,8%. Andamento simile anche per i prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +2% a +1,9%). Ma l’accelerazione non ha interessato solo i prezzi italiani: un incremento dell’inflazione è stato registrato anche nell’Eurozona in generale, con l’Eurostat che segnala un +2,6% per l’indice dei prezzi dal +2,5% del mese precedente. Considerando le principali componenti dell’inflazione, si prevede che i servizi registrino il tasso d’inflazione più elevato (4,0%, rispetto al 4,1% di giugno), seguiti da prodotti alimentari, alcol e tabacco (2,3%, rispetto al 2,4% di giugno), energia (1,3%, rispetto allo 0,2% di giugno) e beni industriali non energetici (0,8%, rispetto allo 0,7% di giugno).