Intanto, si intensifica l’attività di Invitalia a sostegno del lavoro nel Mezzogiorno

L’attività di Invitalia sta dando una spinta interessante all’occupazione nelle regioni del Mezzogiorno. Dei circa 31mila posti di lavoro, fra nuove assunzioni e salvaguardia di posti di lavoro già esistenti, il 48% ha interessato il Meridione. Poco meno della metà, quindi, un risultato che va anche al di là degli obiettivi indicati. Invitalia, sempre nel corso del 2023, ha sostenuto oltre 64mila imprese, con più di 4.200 imprese di nuova formazione con il 40% delle quali create da donne. Le agevolazioni ammesse hanno raggiunto la cifra di 5,9 miliardi di euro. Il tutto, raggiungendo la parità di genere all’interno del personale, con le donne che rappresentano la metà della forza lavoro di Invitalia e oltre il 40% delle posizioni manageriali. Intanto, iniziano a farsi i conti sugli strumenti messi in campo per favorire l’occupazione, in particolare, femminile. A decorrere dal prossimo 1° settembre, le imprese avranno infatti la possibilità di utilizzare due strumenti soprattutto, la vecchia agevolazione introdotta con la riforma Fornero del lavoro del 2012 e quella più recente del decreto Coesione. Pur simili, i due strumenti hanno una intensità differente per durata (18 mesi nel primo caso e 24 mesi nel secondo), per intensità (50% e 100%, con tetto massimo, però), tipologia contrattuale (anche a tempo determinato e solo a tempo indeterminato) e cumulabilità con altre agevolazioni.