Male la Germania. Nell’Eurozona registrato un +0,3%

Nel secondo trimestre del 2024, secondo le ultime rilevazioni dell’Istat, il Prodotto interno lordo italiano, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2015 e corretto per effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,9% su base annua. La variazione congiunturale è il risultato di una diminuzione del valore aggiunto nei settori dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, e dell’industria, compensata da un aumento nei servizi. Dal lato della domanda, vi è stato un contributo positivo della componente nazionale e un apporto negativo della componente estera netta. La variazione acquisita per il 2024 è pari a 0,7%. Nello stesso periodo, secondo la stima preliminare pubblicata da Eurostat, il PIL destagionalizzato è aumentato dello 0,3% sia nell’area dell’euro che nell’UE, replicando il tasso di crescita del primo trimestre del 2024. Queste stime preliminari si basano su dati incompleti e sono soggette a revisioni. Tra gli Stati membri con dati disponibili, l’Irlanda ha registrato l’aumento più elevato (+1,2%), seguita da Lituania (+0,9%) e Spagna (+0,8%). I cali più significativi sono stati in Lettonia (-1,1%), Svezia (-0,8%) e Ungheria (-0,2%). Su base annua, emerge ancora dall’analisi Eurostat, otto paesi hanno mostrato tassi di crescita positivi, mentre tre hanno registrato cali. Tra le principali economie dell’area euro spicca il calo dello 0,1% registrato in Germania, sia su base annua che su base trimestrale.