di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale UGL

Quanto avvenuto in Francia nella cerimonia di presentazione delle Olimpiadi, ovvero lo spettacolo con delle drag queen che interpretavano una parodia dell’Ultima Cena, è sembrato a molti osservatori, religiosi e laici, quanto mai fuori luogo. Certo, il celebre affresco di Leonardo è un’opera impressa nell’immaginario collettivo e quindi è stata spesso oggetto di scimmiottature, ma, nel contesto olimpico, questa raffigurazione, del tutto estranea rispetto allo spirito dei giochi, è sembrata solo un’inutile provocazione woke. Un attacco gratuito e non il primo: negli ultimi anni, infatti, il dibattito sul rapporto tra laicità e religione si è intensificato, ma solo nei confronti del cristianesimo, nonostante il fatto che questa confessione, sia nel mondo protestante che in quello cattolico, risulti, ad oggi, dopo decenni di riforme, tollerante e pacifica. Invece il cristianesimo è spesso bersaglio di ironie offensive che non sarebbero permesse verso altre religioni, maggiormente protette da normative e codici di comportamento che vietano l’offesa gratuita. Come se il cristianesimo fosse considerato con meno riguardo. Questa disparità di trattamento non solo mina il principio di uguaglianza, ma potrebbe anche alimentare tensioni sociali. Occorre avere uno spirito maggiormente equilibrato e ricordare che la libertà di espressione deve essere bilanciata dal rispetto per tutte le comunità religiose e che le ironie che risultano offensive per una fede devono essere riconosciute come tali e trattate con la stessa serietà indipendentemente dalla religione in questione. La laicità è un principio fondamentale delle democrazie moderne, che garantisce la separazione tra lo Stato e le istituzioni religiose, assicura che nessuna religione abbia una posizione di privilegio rispetto alle altre e che tutti i cittadini siano liberi dal punto di vista della fede, possano scegliere se professarne o meno una e, se sì, scegliendola in totale autonomia, sapendo che saranno trattati allo stesso modo, indipendentemente dalle proprie credenze. Laicità significa questo e non certo ostilità e derisione verso le religioni. Tanto meno verso una religione in particolare. Criticare un credo o metterne in discussione i dogmi è legittimo, ma non lo è offendere la sensibilità dei fedeli. Bisogna trovare un equilibrio tra libertà di espressione e rispetto per tutte le credenze religiose, cristianesimo compreso, perché solo così si garantisce una società veramente inclusiva e pluralista.