In occasione dell’anniversario, è intervenuto anche il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: «Un giorno che ha segnato profondamente la nostra Nazione»
«Ha costituito l’apice della strategia terroristica condotta dalla mafia». Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’anniversario della strage di via D’Amelio – l’attentato uccise, oltre al giudice Paolo Borsellino, i membri della scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina –, osservando che “con atti spietati di guerra, si voleva piegare lo Stato e sottomettere la società». «Le Istituzioni e i cittadini lo hanno impedito. Gli assassini a capo dell’organizzazione criminale sono stati assicurati alla giustizia, il sacrificio di chi ha difeso la legalità e la libertà è divenuto simbolo di probità e di riscatto. Ora il testimone è nelle mani di ciascuno di noi», ha aggiunto il capo dello Stato. «Oggi ricorre il 32esimo anniversario della strage di via D’Amelio, un giorno che ha segnato profondamente la nostra Nazione. Ricordiamo con rispetto e commozione il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Agostino Catalano e Claudio Traina, che hanno sacrificato la loro vita nella lotta contro la mafia», è stato invece il commento del presidente del Consiglio, Giorgio Meloni, affidato ad un post pubblicato sulle piattaforme social. Secondo il premier, «il loro coraggio e il loro impegno per la giustizia e la legalità rimangono un faro di speranza e determinazione per tutti noi. È nostro dovere onorare la loro memoria continuando a combattere ogni forma di criminalità e difendere i valori di giustizia e libertà per i quali hanno dato la vita».