Secondo Fidanza, «non viene dato seguito al forte messaggio di cambiamento uscito dalle urne del 9 giugno»
Con la rielezione di Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione europea, «non viene dato seguito al forte messaggio di cambiamento uscito dalle urne del 9 giugno». Così il capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, Carlo Fidanza, dopo l’annuncio dell’esito della votazione, alla vigilia della quale FdI non aveva ancora sciolto la riserva: alla fine, il partito di Giorgia Meloni ha votato “no”. Il motivo lo ha spiegato Fidanza, osservando che «le scelte fatte in questi giorni, la piattaforma politica, la ricerca di un consenso a sinistra fino ai Verdi hanno reso impossibile il nostro sostegno a riconferma della presidente» («Credo che il nostro approccio è stato corretto», ha replicato indirettamente von der Leyen, rispondendo a chi gli chiedeva se il voto contrario di Fratelli d’Italia non abbia mostrato che poteva essere messo in campo un approccio diverso»). Il voto di FdI non comprometterà comunque i rapporti con la Commissione europea per i prossimi anni: «Questo non pregiudica il nostro rapporto di lavoro istituzionale che siamo certi possa portare a alla definizione di un ruolo adeguato in seno alla prossima commissione che l’Italia merita», ha detto Fidanza. «La conferma di Ursula von der Leyen è una brutta notizia per i cittadini europei e per gli italiani in particolare, soprattutto per il pericoloso sostegno di sinistre ed eco-fanatici. Tradito il voto di milioni di elettori che chiedevano il cambiamento e che ora subiranno le scelte scellerate degli estremisti verdi», il commento della Lega, affidato ad una nota. Opposta invece la scelta di Forza Italia. Che ha deciso di appoggiare la nomina di von der Leyen: «Conta sempre su Forza Italia per costruire un’Europa più competitiva, più sicura e portatrice di pace», ha scritto su X il leader di FI, Antonio Tajani.