Soddisfazione per l’intesa raggiunta. Aumenti retributivi e misure di welfare

Con l’ultima trattativa notturna, si sono sciolti i nodi ancora aperti, tanto che è stato possibile arrivare alla firma sul rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro del personale delle Banche di credito cooperativo. L’intesa, che è stata sottoscritta, per parte datoriale, da Federcasse e, per parte sindacale, da Fabi, First, Fisac, Uilca e Ugl Credito, riguarda 36.500 dipendenti. Le parti, ognuno per quanto di propria competenza, hanno espresso soddisfazione per l’accordo che prevede un aumento medio a regime, calcolato su un dipendente terza area professionale, quarto livello, di 435 euro mensili lordi; in termini percentuali, l’incremento è pari al 15% della attuale retribuzione. La prima tranche, quella più consistente da 300 euro, sarà erogata già con la busta paga di settembre, mentre le altre due, rispettivamente di 60 e di 75 euro, scatteranno a gennaio 2025 e a gennaio 2026. Con la prossima busta paga, verrà invece erogata l’una tantum da 1.200 euro medi. Fra le novità, anche la previsione di una specifica indennità di cassa nei casi di filiali con sole casse automatizzate, mentre, sempre da gennaio 2025, è prevista la riduzione di trenta minuti dell’orario settimanale di lavoro a parità di stipendio. Diversi, infine, gli interventi sul versante del welfare, compreso un contributo in favore delle famiglie del personale deceduto prematuramente e il cosiddetto oblio oncologico.