Chieste garanzie sul versante del personale con assunzioni e stipendi adeguati

All’indomani della formalizzazione del matrimonio fra Ita e Lufthansa, si apre la partita più strettamente sindacale. Se i leader sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno espresse le loro idee in merito alle potenzialità e ai rischi legati all’alleanza con i tedeschi, tocca ora alle federazioni di categoria delle quattro confederazioni la gestione degli aspetti più strettamente connessi al personale. Sul piatto, ci sono infatti le prospettive occupazionali in un settore strategico per le economie avanzate e per il nostro Paese in particolare, considerato l’enorme flusso di turisti praticamente tutto l’anno. Come si ricorderà, la nascita di Ita, a suo tempo, era stata accompagnata da pesanti interventi sui lavoratori e le lavoratrici di Alitalia e delle altre attività collegate. Nello specifico, gli interventi si tradussero in un drastico taglio del personale dipendente e degli stipendi dei lavoratori e delle lavoratrici, con conseguenze devastanti per le famiglie coinvolte. In queste ore, sia il ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti, che i vertici di Ita e Lufthansa hanno voluto rassicurare il personale, garantendo che l’intenzione è quella di assumere e di valorizzare le professionalità coinvolte. Le sigle sindacali, però, vogliono vederci chiaro, per cui hanno rinnovato la richiesta di avviare un tavolo di confronto in tempi rapidissimi per una valutazione complessiva del piano industriale.