di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale UGL

L’assalto odierno a un furgone portavalori sulla statale 613, in provincia di Brindisi, ci obbliga a occuparci di vigilanza privata. Non si tratta di banditi comuni, ma di un vero e proprio commando, probabilmente composto dalle 8 alle 10 persone, che ha portato a casa un bottino di circa tre milioni di euro e che per rallentare l’arrivo delle forze di polizia ha dato fuoco a diverse macchine su entrambe le corsie di marcia della statale 613. Le immagini sono eloquenti.
La realtà impone – e su questo l’UGL si batte da sempre – di rimettere al centro del dibattito la questione dello status giuridico delle donne e degli uomini che, a vario titolo, sono impiegati nella Vigilanza privata e, a maggior ragione, nel servizio Trasporto valori.
Il 28 giugno scorso, quindi una settimana fa, altro scenario da guerriglia urbana a Caniga in Sardegna, dove una banda ha assaltato la sede della Mondialpol usando materiale commercializzato nelle armerie, non in dotazione né alle forze dell’ordine né alle forze armate. Dalle indagini è emerso che i proiettili, con ogiva ad espansione e perforanti, sono munizioni da guerra che hanno la capacità di perforare mezzi blindati e sfondare vetri di sicurezza. Gravissimo il rischio a cui sono stati esposti i Carabinieri – e non solo – investiti dai colpi dei banditi. Poteva essere una strage e per fortuna non lo è stata, ma, chiaramente, non ci si può affidare alla fortuna e non si possono esporre i lavoratori, come le guardie giurate e gli addetti al Trasporto valori, a rischi per i quali non sono adeguatamente pagati e altrettanto non adeguatamente giuridicamente riconosciuti.
Certo le guardie giurate nono sono tutte uguali, possono essere armate e disarmate, ma, tra di loro, hanno in comune la particolarità dei compiti assegnati: dalle investigazioni alle informazioni commerciali, dall’attività di controllo per spettacoli, steward e servizi ausiliari alla sicurezza. Ruoli in cui è in gioco la sicurezza di tutti. Per il Trasporto valori, ovviamente, si tratta di condizioni decisamente più pericolose, insieme a quelle di coloro che si occupano di vigilanza presso Poste e banche, luoghi nei quali si verificano gli attacchi più frequenti.
Per il Trasporto valori si utilizzano blindati, ma si tratta pur sempre di mezzi civili, che non possono superare i limiti di velocità o usare la corsia di emergenza in caso di pericolo, oltre ad essere privi di scorta delle forze di polizia.
Condizioni di lavoro che, complessivamente, vanno cambiata e che il governo Meloni, sensibile con concretezza e a 360 gradi al tema sicurezza, come ha dimostrato ieri con le assunzioni nella Polizia penitenziaria e oggi con l’incremento degli Ispettori e dei controlli sul lavoro, può e deve affrontare, insieme al potenziamento e alla valorizzazione della Polizia locale, fondamentale per un capillare controllo del territorio, e che molto potrebbe dare soprattutto in termini di lotta al caporalato.