di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale UGL

Da quando abbiamo celebrato il nostro Congresso Confederale, cioè da meno di una settimana, le morti e gli incidenti sul lavoro, ovviamente, non si sono fermate. Da venerdì 28 giugno, almeno 3 operai, da Nord a Sud d’Italia, hanno perso la vita e secondo quanto diffuso dall’Inail, negli “Open data” analitici pubblicati sul sito, le denunce di infortunio sul lavoro, presentate entro il quinto mese dell’anno, quindi entro maggio, sono state 251.132, in crescita del 2,1% rispetto a maggio 2023, ma in diminuzione del 22,4% rispetto allo stesso periodo del 2022.
L’aumento più rilevante è stato quello degli incidenti avvenuti nel tragitto casa-lavoro, mentre le denunce di infortunio con esito mortale sono state 369, in crescita del 3,1%: determinanti nell’incremento gli incidenti mortali plurimi. Crescono anche le patologie di origine professionale denunciate, pari a 38.868, segnando un allarmante +24,0%.
Da Nord a Sud d’Italia il rischio è sempre in agguato. In provincia di Ragusa, a Comiso, un operaio di 53 anni è morto lunedì, schiacciato da un mezzo meccanico all’interno dell’azienda vinicola in cui lavorava. Nel novarese, a Meina, un operaio di 56 anni ieri ha perso la vita mentre lavorava in un cantiere ferroviario, secondo le prime ricostruzioni schiacciato da un macchinario. Oggi al deposito Atac di Tor Vergata, a Roma, un impiegato di 51 anni è deceduto precipitando in una fossa di una delle officine per la manutenzione dei bus.
Di fronte a eventi simili, trovo inaccettabile che si continui a parlare di fatalità. Una quotidiana strage sul lavoro non lo può essere. Ecco perché, come UGL continuiamo e continueremo a ribadire alle istituzioni locali e nazionali la necessità di un rafforzamento dei controlli ispettivi e, al contempo, investire su adeguati programmi di formazione e addestramento a partire dalla scuola dell’obbligo, se si vuole davvero garantire maggiore sicurezza sui posti di lavoro e prevenire ulteriori tragedie.
Va in questa direzione il via libera all’emendamento dei relatori al dl Agricoltura, che ha disposto nuove assunzioni a tempo indeterminato nei ruoli di ispettori Inps e Inail. L’Inps sarà autorizzato, per il 2024, senza previo esperimento delle previste procedure di mobilità, fino a 403 unità di personale da inquadrare nell’area funzionari, famiglia professionale ispettore di vigilanza, nei limiti delle economie utilizzabili a seguito delle cessazioni dal servizio del personale ispettivo a decorrere dal 1° gennaio 2017 e fino al 31 dicembre 2023, individuate con decreto del ministero del Lavoro di concerto con il Mef. Così come attendiamo di leggere la proposta in materia annunciata dal presidente del Cnel, Renato Brunetta, o nella forma di un Disegno di legge o con un documento di Osservazioni e Proposte.
Le leggi funzionano, e quelle italiane possono essere considerate molto avanzate, quando i controlli sono capillari e quando esiste una profonda, radicata e diffusa cultura della sicurezza. Non smetteremo mai di ripeterlo.