Secondo il leader di Forza Italia, questo è il solo modo per «dare una risposta agli elettori»

«Serve una maggioranza ampia e serve dare una risposta agli elettori». Così il ministro degli Esteri e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, replicando, al suo arrivo al Tribunale di Milano per l’inaugurazione della sede del Tribunale dei brevetti, a chi gli ha chiesto perché Forza Italia chiederà alla presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, di aprire ai Conservatori sulle nomine europee. Nomine europee che ovviamente sono al centro del dibattito politico di questi giorni, dopo l’intesa raggiunta la settimana scorsa tra popolari, socialisti e liberali che prevede la conferma di von der Leyen alla presidenza della Commissione, Antonio Costa al Consiglio europeo e Kaja Kallas come Alto rappresentante per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza. Un accordo, che dovrà essere votato dal Parlamento europeo il 18 luglio, criticato da Giorgia Meloni e da Matteo Salvini (quest’ultimo è stato particolarmente duro nel commentare l’intesa, parlando di colpo di Stato), per i quali l’intesa non rispetta la volontà degli elettori europei espressa attraverso il voto dell’8 e del 9 giugno. Come anticipato, l’accordo che prevede il trio von der Leyen-Costa-Kallas, deve essere sottoposto al Parlamento europeo, dove per ottenere il via libera deve raccogliere almeno 361 voti. Un target non impossibile, se si considera esclusivamente il numero dei parlamentari liberali, popolari e socialisti (399) e si escludono i franchi tiratori. Che potrebbero far saltare i piani. Da qui la necessità di allargare il consenso anche ai conservatori, come suggerito da Tajani. Un probabile appoggio che Meloni potrebbe utilizzare in favore dell’Italia per ottenere un commissario di peso.