Spalletti confermato ma bisognerebbe rendersi conto che siamo in crisi

Un altro fallimento, forse anche peggiore dei precedenti perché viene dopo tutto quello che l’Italia ha passato. Senza gioco, senza carattere, senza un’idea, senza un lampo, ma soprattutto senza impegno. Sempre dominati dalla Svizzera, dal primo all’ultimo minuto del match, con gli elvetici che, dopo averci impedito di partecipare ai Mondiali del 2022, ci tolgono anche il sogno di difendere il titolo di campioni d’Europa, eliminandoci e mostrandoci tutti i limiti che ha quest’Italia che ora non ha più scuse e deve assolutamente ricostruire un percorso che porti giocatori all’altezza della situazione. Ma la partita contro la Svizzera è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso, dato che nelle tre partite precedenti, solo in mezz’ora contro l’Albania si è visto qualcosa di positivo, poi per il resto una delle nazionale più prive di identità di sempre. Veniamo da due eliminazioni dai campionati del mondo, non può essercene una terza. Bisogna partire dal fallimento che c’è stato, rendendosi conto di ciò che è successo, se si vuole avere una qualche possibilità di arrivare al Mondiale americano tra due anni. Dopo l’eliminazione contro la Macedonia, la Federcalcio si riparò dalle intemperie grazie all’Europeo vinto a Wembley, oggi invece, veniamo da una qualificazione al Mondiale mancata a discapito della Svizzera e da un Europeo fallimentare, sempre con la Svizzera che ci manda a casa. Dunque sono tanti i problemi strutturali che ci hanno portato a questo disastro sportivo, ora Spalletti, che è stato confermato al momento come ct dell’Italia, deve prendere decisioni forti. Intanto, Gravina e la Figc hanno reso noto di aver avviato una commissione di saggi per favorire il rapporto tra club e Nazionale, con l’obiettivo di valorizzare i talenti italiani: questo team inizialmente sarà composto da Marotta, Giuntoli, Marino e Sartori. Qualcosa si muove, ma non basta.