«È emersa una netta distinzione tra i rapporti tra partiti e i rapporti tra Paesi, se vogliamo fare un’analisi oggettiva»

«È emersa una netta distinzione tra i rapporti tra partiti e i rapporti tra Paesi quindi non c’è stato nessun isolamento dell’Italia, se vogliamo fare un’analisi oggettiva». Lo ha detto il vice presidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, commentando, con alcuni cronisti che lo hanno intercettato alla Farnesina, le trattative che hanno portato poi all’intesa sui top jobs, i ruoli di vertice dell’Unione europea, con la conferma di Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione europea e le nomine di Antonio Costa come presidente del Consiglio europeo e di Kaja Kallas come Alto rappresentante per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza. «Poi, per quanto riguarda le scelte di tipo politico, anche io non ho condiviso il metodo e correttamente, il presidente del Consiglio ha tenuto conto della nostra posizione quando ha annunciato l’astensione su Ursula von der Leyen», ha aggiunto Tajani, sostenendo la linea del premier Giorgia Meloni. Che, al termine della riunione che ha sancito l’accordo, è stata particolarmente critica: «Le nomine Ue sono sbagliate nel metodo e nel merito. È una mancanza di rispetto ai cittadini». Duro anche il commento del leader della Lega, Matteo Salvini: «Ennesimo gesto di arroganza e mancanza di rispetto per i cittadini che hanno chiesto il cambiamento da parte di Bruxelles, mentre i burocrati europei hanno riconfermato Ursula von der Leyen in una squadra con la sinistra e i socialisti che hanno fatto tanti danni in questi 5 anni», ha detto.