Sale, nello stesso mese, quella dei consumatori

A giugno l’Istat ha registrato una nuova flessione della fiducia delle imprese, che si aggiunge alle diminuzioni osservate già nei mesi precedenti. A partire da marzo (96,9 punti), infatti, l’indicatore ha sempre rallentato, arrivando a toccare i 94,5 punti nell’ultimo mese di rilevazioni (95,7 ad aprile e 95,1 a maggio). A comportare la debacle di giugno sono stati il clima di fiducia delle imprese manifatturiere (da 88,2 a 86,8 punti), quello delle imprese dei servizi di mercato (da 97,8 a 97,1 punti) e quello delle imprese del commercio al dettaglio (da 102,8 a 102,2); mentre la fiducia delle imprese di costruzioni è aumentata in maniera piuttosto marcata, portandosi da 101,7 a 104,4 punti. Il pessimismo, per tutti i settori, edilizia inclusa, ha interessato soprattutto i giudizi sugli ordini. Per quanto riguarda, invece, i consumatori, le rilevazioni dell’Istituto nazionale di statistica indicano una crescita dell’indice di quasi due punti (da 96,4 a 98,3), legata a tutte le componenti. Il clima economico e quello futuro – spiega l’Istat – registrano gli aumenti più marcati, passando, rispettivamente, da 101,9 a 105,3 e da 95,7 a 98,7; il clima personale sale da 94,4 a 95,8 e quello corrente passa da 97,0 a 98,1. Guardando più nel dettaglio i dati,i giudizi e le attese sulla situazione economica dell’Italia sono migliorati, così come anche i giudizi e le attese sulla situazione economica della famiglia. Bene anche le opportunità attuali del risparmio e le possibilità future, mentre i giudizi sul bilancio famigliare hanno riportato un lieve peggioramento.