Domani il Consiglio Ue per la nomina del nuovo presidente della Commissione europea
di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale UGL

A pochissimi giorni dalle elezioni francesi, faccenda di non poco conto in Europa dato il peso demografico, economico e politico di Parigi, l’intesa per le nomine nell’Unione europea sembrerebbe cosa fatta: un bis al vertice della Commissione per la popolare Ursula von der Leyen, alla presidenza del Consiglio europeo il socialista portoghese Antonio Costa, la diplomazia al liberale estone Kaja Kallas. Una suddivisione dei ruoli in perfetta corrispondenza con la nuova-vecchia maggioranza europea. Domani l’approvazione al Consiglio europeo dei 27 leader Ue, che dovrebbe avvenire con maggioranza qualificata. Se così sarà, poi il Parlamento, a luglio, avrà il compito ratificare la nomina di von der Leyen alla presidenza della Commissione. Una maggioranza «fragile», come ricordato dal nostro Premier Meloni, con 399 deputati su 720 totali, evanescente non solo e non tanto dal punto di vista numerico, quanto da quello politico, dal voler riproporre lo «status quo ante» elezioni, non considerando la disaffezione della maggioranza dei cittadini europei nei confronti delle leadership e soprattutto delle politiche di sinistra. Una richiesta di cambiamento chiaramente espressa nelle urne, con sconfessati i governi dei due tradizionali motori economico-politici dell’Europa, ovvero Francia e Germania, ed una massiccia affermazione della destra un po’ ovunque. Questo segnale potrà essere ignorato, andando avanti come se nulla fosse accaduto, senza che tutto questo mini alle fondamenta il rapporto di fiducia fra cittadini ed Istituzioni europee, specie in un periodo così difficile per l’economia e carico di tensioni internazionali, nel quale l’Europa dovrebbe essere invece particolarmente coesa? Ora starà proprio a von der Leyen ed ai suoi popolari l’arduo compito di gestire questa maggioranza senza tradire il mandato dei propri elettori moderati e cercando anche di ottenere, se non l’appoggio, almeno una serena convivenza con i conservatori. In particolare con Giorgia Meloni, a capo di una famiglia politica uscita rafforzata dalle elezioni europee, assieme anche agli altri gruppi di destra, e Premier di uno dei Paesi più importanti e fondatori della Ue come l’Italia. Non solo attraverso le nomine in Commissione, ma anche e soprattutto con politiche convincenti. Scegliere se impersonare un’Ursula bis, ovvero una riproposizione tout court delle vecchie politiche di Bruxelles, oppure un’Ursula due, finalmente sintonizzata sulle istanze dei popoli europei.

Seconda giornata
Oggi a Roma, al Palatiziano, la seconda giornata del Congresso Confederale. Dopo gli interventi delle tante autorità e dei colleghi degli altri sindacati che hanno voluto portare il loro saluto all’Ugl, adesso si entra nel vivo, con il dibattito fra i delegati, i nostri dirigenti provenienti da tutta Italia, per questo fondamentale momento di confronto volto ad impostare le nuove regole e la linea d’azione per il futuro dell’Ugl. Un passaggio autenticamente comunitario, di vera partecipazione, di confronto e dialogo, sempre nell’interesse dell’Ugl e soprattutto dei lavoratori italiani.