«Il Parlamento non è nelle condizioni di votare il Mes». Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, a sei mesi dalla bocciatura in Parlamento della proposta di ratifica

«A breve è impossibile la ratifica» del trattato del Mes, il Meccanismo europeo di stabilità, come chiesto da 19 governi su venti dell’Eurozona. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, a sei mesi dalla bocciatura in Parlamento della proposta di ratifica – un tempo sufficientemente lungo, secondo il regolamento, per poter mettere nuovamente ai voti il dossier –, dopo le pressioni di 19 governi su 20 dell’Eurozona affinché ciò avvenga. «Il Parlamento non è nelle condizioni di approvarlo e non lo approva», ha spiegato Giorgetti, che ieri all’Eurogruppo ha anticipato una possibile apertura da parte dell’Italia, nel caso in cui ci fosse un impegno unanime a riformare il Mes, dopo la ratifica. Una richiesta che non è stata respinta immediatamente al mittente, anche se la strada ovviamente è ancora molto lunga: «Per la prima volta il Mes ha avviato una riflessione, recependo le critiche anche italiane per cambiarlo, per portarlo verso un uso tipo fondo sovrano in tema per esempio Difesa, evitando che gli stati debbano indebitarsi. Ma è una discussione appena abbozzata che registra molte resistenze da parte di quasi tutti i paesi, specialmente i nordici». «Siamo molto lontani dalla fase di un impegno» nella direzione indicata dall’Italia «per cui la situazione non è destinata a cambiare», ha concluso.