di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale UGL

Le parole d’ordine indicate dalla segretaria del Pd, Ellie Schlein, della manifestazione cosiddetta unitaria – cosiddetta perché i centristi non ci sono – partono dalla difesa della Carta costituzionale, passano per la riforma dell’Autonomia e arrivano fino alla Sanità pubblica, che, secondo la leader Dem, sarebbe protagonista di una serie di tagli, che minano diritti e libertà.
È vero, la Sanità pubblica nazionale necessita di investimenti importanti, in termini finanziari, professionali e organizzativi. Ma se le risorse stanziate con l’ultima Legge di bilancio, grazie alle quali il finanziamento del Fondo per il funzionamento del Servizio sanitario nazionale ha raggiunto, in termini assoluti, il livello più alto, non sono ancora sufficienti, perché, in rapporto al Pil, il nostro Paese è ancora indietro rispetto alle medie europee, ciò dipende dal fatto che l’Italia ancora sconta pesantemente le scelte operate soprattutto a partire dal 2011 e fino all’insorgere della pandemia da Covid-19, periodo nel quale gli stessi fautori dei tagli hanno dovuto ammettere le carenze del Ssn correndo, come hanno potuto e totalmente sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori, ai ripari. Fondamentale oggi sono la realizzazione del Pnrr, il rispetto del cronoprogramma e le azioni corrette da porre in essere. Ma è evidente che, prima di tutto, la Sanità pubblica, non meno quella privata, necessiti un rafforzamento della propria dotazione organica, sia in termini quantitativi, assumendo il personale che serve, sia sotto il profilo qualitativo, rafforzando la formazione iniziale e continua. E mi riferisco non solo alle professionalità sanitarie, ma anche agli amministrativi ed altre professionalità di supporto alle attività sanitarie. Come, ad esempio, le e gli assistenti sociali. Serve, parimenti, assicurare una vera e puntuale dignità salariale a tutti i livelli, anche attraverso il potenziamento degli strumenti di welfare per i dipendenti e i loro familiari.
Il criticato, dalle opposizioni, provvedimento del Governo Meloni (decreto-legge 73/2024) sull’istituzione di una Piattaforma nazionale delle liste di attesa, è utile proprio per avere un quadro aggiornato sulle disponibilità e, soprattutto, sulle principali criticità esistenti. Naturalmente, non risolve la questione, perché la riduzione delle liste di attesa passa da altri fattori, ma sicuramente aiuta a rendere più efficiente il sistema. È in quest’ottica che l’UGL ha chiesto il superamento del tetto di spesa per l’assunzione di personale sanitario, il rafforzamento dei servizi della medicina territoriale, il potenziamento dell’offerta assistenziale e il rafforzamento dei Dipartimenti di salute mentale.
In conclusione, affermare che l’attuale esecutivo stia tagliando un nostro diritto fondamentale, quale è quello di una Sanità pubblica e privata efficiente, è un’accusa che va direttamente rispedita al mittente.