Azzardo Macron
Senza ombra di dubbio, la Francia è il Paese sul quale hanno impattato maggiormente i risultati delle elezioni europee. Non a caso, il presidente Emmanuel Macron, a scrutinio ancora in corso, ha annunciato lo scioglimento anticipato dell’Assemblea, cosa possibile trattandosi di una repubblica presidenziale, con l’indizione delle elezioni politiche anticipate il 30 giugno; una settimana dopo, è previsto il ballottaggio nel caso in cui nessun candidato superi la maggioranza nel collegio elettorale. La decisione del presidente transalpino è figlia sostanzialmente di due fatti: il successo del Rassemblement national di Marine Le Pen e Jordan Bardella, che ha superato il 31,3%, e il crollo della coalizione Besoin d’Europe, legata allo stesso presidente Macron, che si è fermata al 14,6%, davanti a Reveiller l’Europe, la coalizione di centrosinistra imperniata sul Partito socialista, che ha chiuso al 13,83%. Sono 30 i parlamentari eletti da Le Pen-Bardella, mentre le altre due formazioni politiche portano a casa entrambe 13 europarlamentari. A seguire, troviamo La France Insoumise (sinistra più radicale, 9,89% e 9 eletti), Les Republicains (gollisti, 7,25% e 6 eletti), Les Ecologistes (verdi, 5,5% e 5 eletti) e La France fiere (destra conservatrice, guidata da Marion Le Pen, 5,47% e 5 eletti).
Scholz, l’attendista
Volendo sintetizzare, la linea guida adottata dal cancelliere tedesco, il socialdemocratico Olaf Scholz, è quella di resistere il più possibile, rinviando la resa dei conti, nonostante i numeri impietosi, a settembre del prossimo anno, quando scadrà l’attuale legislatura. La coalizione di governo subisce, infatti, una durissima sconfitta. I cristiano democratici della Cdu-Csu, oggi all’opposizione nel parlamento nazionale, conquistano il 30% dei voti, portando a casa 29 europarlamentari, mentre AfD, il partito di estrema destra, tocca il 15,9%, con 15 eletti. Molto più indietro i partiti di governo, con i socialdemocratici al 13,9%, i verdi all’11,9% e i liberali al 5,2%, eleggendo rispettivamente 14, 12 e 5 europarlamentari. A differenza di altri Paesi, in Germania sono diverse le formazioni politiche che saranno presenti nel Parlamento europeo. Nel gruppo Ppe, troviamo con un seggio Familie, mentre in quello dei Verdi si posizionano Odp (un seggio) e Volt (3 seggi) e in Renew Europe l’altro partito liberale, Fw (3 seggi). Sono 4 gli eurodeputati nella famiglia della Sinistra (The Left), con 3 di Die Linke. Ancora non iscritti ad alcun gruppo le formazioni politiche Bsw (6 eletti), Die Partei (2 eletti) e PdF (un eletto). I partiti con un eletto hanno raccolto percentuali spesso inferiori all’1%.