Diminuisce, invece, il timore per l’effetto serra

È in aumento, secondo le ultime rilevazioni dell’Istat, la quota di italiani (con più di 14 anni) che esprime preoccupazione per i cambiamenti climatici, passando dal 56,7% del 2022 al 58,8% del 2023. Secondo l’analisi rimane invece stabile, su livelli pressoché inalterati dal 1998, la quota di persone che si dice preoccupata per la qualità dell’aria (circa la metà della popolazione), mentre la preoccupazione per lo smaltimento dei rifiuti e per l’inquinamento dell’acqua riguarda circa il 40% del campione. Rispetto all’anno precedente, nel 2023 sono in aumento anche gli italiani che si dicono preoccupati per il dissesto idrogeologico, dal 22,4% del campione totale al 25,5%, mentre solo una persona su 10 sopra i 14 anni considera l’inquinamento acustico, quello elettromagnetico e il deterioramento del paesaggio tra le prime cinque preoccupazioni per l’ambiente. Dall’indagine dell’istituto nazionale di statistica emerge poi un cambiamento riguardo l’interesse delle persone per l’effetto serra: la preoccupazione per il fenomeno nel 1998 coinvolgeva quasi sei persone su 10, mentre oggi, rispetto ad allora, si rileva un calo di circa 25 punti percentuali. Al contrario, il timore per i cambiamenti climatici, indicato nel 1998 dal 36% delle persone, è salito al 58,8% nel 2023, riportando un aumento di 22,8 punti percentuali. Effetto serra e cambiamenti climatici, se presi insieme, preoccupano il 70% della popolazione italiana con più di 14 anni, una quota in forte crescita a partire dal 2019, ovvero l’anno caratterizzato dai movimenti di protesta ispirati ai “Fridays For Future”.