di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale

La domanda da farsi è: il pericolo sta nell’Intelligenza Artificiale o nell’essere umano che la utilizza non per supportare ma per sostituire e “risparmiare”?
Il caso da cui nasce la questione, importante anche per noi dell’UGL che con Edizioni Sindacali su un’editoria di qualità abbiamo scommesso, è piuttosto eclatante, ma non nuova: “Upday”, app e sito internazionale di notizie che ha una testata registrata anche in Italia, sarà guidato esclusivamente dall’intelligenza artificiale e sostituirà il lavoro dei giornalisti. Una scelta che colpisce l’Italia, visto che la redazione di Milano chiuderà e “manderà a casa” tre giornalisti e una poligrafica. La decisione è stata annunciata da Axel Springer, editore con sede a Berlino, colosso dell’editoria, che pubblica quotidiani storici come “Bild” e “Die Welt”, nonché proprietario del sito Politico (www.politico.com). Editore che sia per il “Bild” sia per il “Die Welt” a giugno scorso aveva annunciato un taglio a tre cifre di posti di lavoro tra caporedattori, impaginatori, correttori di bozze, segretari editoriali e editor fotografici. La convinzione e la volontà di Springer per il 2024 è di rendere l’editoria interamente digitale, preconizzando la fine della carta e sostenendo, pur rammaricandosi, la necessità di separarsi da colleghi che hanno compiti sostituibili dall’intelligenza artificiale o dai processi del mondo digitale. «Comprendere questo cambiamento è essenziale», ha avvisato Springer, indicando nella qualità dei contenuti una chiave di sopravvivenza.
Occorre anche, aggiungiamo noi, una qualità di interventi per accompagnare un fenomeno interessante, come quello dell’Intelligenza Artificiale, e evitare che diventi devastante per il mercato del lavoro. È chiaro, infatti, e le parole di Springer ne sono la più viva testimonianza, che il mercato del lavoro richiederà sempre più profili specializzati in grado di gestire tali tecnologie, a partire da quelle legate allo sviluppo dei software e all’ingegneria delle reti e dei sistemi a cui sono richieste competenze relative a linguaggi di programmazione e Cloud. In tale contesto, diventa strategico in Italia il ruolo dei Centri per l’impiego nella realizzazione di programmi di formazione e riqualificazione, al fine di accompagnare i lavoratori nel processo di trasformazione digitale del Paese verso l’industria 5.0.
L’accordo raggiunto tra Parlamento e Consiglio dell’Unione Europea per l’approvazione dell’AI Act costituisce, da questo punto di vista, un passo in avanti significativo nella tutela della privacy verso una maggiore trasparenza nell’utilizzo delle nuove tecnologie, anche perché si tratta della prima legislazione in materia. È prioritario, inoltre, puntare sulle competenze digitali, investendo sulle discipline Stem e favorendo una partnership fra istituzioni scolastiche, università e imprese.