Stop carne coltivata, non solo questione di gusto. Il disegno di legge ha scatenato subito lo scontro delle opposizioni. No alla «mortadella vegana»

Nel Paese culla della dieta mediterranea, dove Made in Italy è sinonimo di qualità, dovrebbe essere quasi un sacrilegio parlare di “carne coltivata”. E invece no. L’aula della Camera ha approvato ieri in via definitiva, con 159 sì, 53 no e 34 astenuti, il disegno di legge che, oltre a vietare coltivazione, produzione e importazione, vieta anche l’utilizzo del cosiddetto “meat sounding”. Cioè «se un prodotto è a base vegetale, sull’etichetta non ci potrà più essere un nome che richiama la carne o a prodotti fatti con la carne», ha spiegato Gian Marco Centinaio, responsabile del dipartimento Agricoltura e Turismo della Lega. Ma per ambientalisti, animalisti e Lav (Lega Anti Vivisezione), la carne “normale”, quella che mangiano i carnivori, non è “cruelty free” ovvero “senza crudeltà”, perché richiede la soppressione di un animale. Dunque, ecco le opposizioni, tranne il PD che si è astenuto, cavalcare il pretesto: davanti al Palazzo Chigi scontro, quasi alle mani, tra il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, e Benedetto della Vedova, deputato di +Europa; l’associazione Coscioni fa ricorso all’Onu contro il disegno di legge; raccolta firme di +Europa per chiedere al presidente Mattarella di non firmare il testo di legge. Le accuse vanno da «Italia a rischio infrazione» con l’Europa a «governo senza visione» e ancora «coltivate l’ignoranza», «ddl anti-scientifico e anti-italiano». Tutto questo perché il divieto di importazione viola le norme europee sulla libera circolazione delle merci. Che cosa si intende per carne coltivata o sintetica? Quel prodotto da strisce di fibra muscolare, coltivato in bioreattori, che cresce attraverso la fusione di cellule staminali embrionali, staminali adulte o cellule satellite specializzate, trovate nel tessuto muscolare. Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, è pronto a scommettere che l’Europa seguirà «l’esempio» dell’Italia.