Il decreto Anticipi prevede l’erogazione di 550 euro per i lavoratori del settore privato

Il decreto-legge 145/2023, meglio conosciuto come decreto Anticipi, torna su di una questione che, nel recente passato, i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl avevano sollevato al tavolo di confronto sugli ammortizzatori sociali, quella dei lavoratori titolari di contratto di lavoro a tempo parziale ciclico. Nel corso del 2021 era stata introdotta una indennità in favore di tali lavoratori, ma non erano mancati dei dubbi interpretativi sulle caratteristiche della persona interessata. Ora, con quest’ultimo provvedimento urgente la figura del lavoratore subordinato si definisce meglio: si tratta di un rapporto di lavoro a tempo parziale con periodi non interamente lavorati di almeno un mese in via continuativa e complessivamente non inferiori a sette settimane e non superiori a venti settimane. Per l’anno 2023, il decreto-legge riconosce una indennità una tantum di 550 euro in favore di coloro che si siano trovati nelle condizioni indicate sopra nel corso del 2022. Il riconoscimento di tale indennità è però subordinata al fatto che il lavoratore non è, alla data di presentazione della domanda, occupato né che abbia in corso il pagamento della Naspi o, ancora, che nel frattempo non sia andato in pensione. L’indennità è erogata dall’Inps nel limite di spesa di 30 milioni complessivi. Il part time ciclico è uno strumento utilizzato in diversi settori produttivi, in particolare nell’agroalimentare.