Dopo lo stop dell’Europarlamento, il Qatar minaccia l’Ue con le forniture di gas liquidO. È un gran pasticcio: il Vecchio Continente a e anche l’Italia non possono fare a meno del gas liquido naturale dell’emirato del Golfo

Il Mondiale di calcio 2022 in Qatar è finito con una partita, tra Francia e Argentina, a dir poco storica. Del Qatar si continuerà a parlare e scrivere, non solo per il calcio. Dallo scandalo del “Qatargate” è sorto un incidente diplomatico tra Europa e Qatar, proprio sul punto più debole, ad oggi, del Vecchio Continente: il rifornimento del gas. Dopo l’inchiesta del Belgio, il “Qatargate”, sulle tangenti al Parlamento Europeo e la scelta dell’Europarlamento di bloccare l’accesso dei lobbisti di Doha all’aula, i rapporti tra Ue e l’emirato si stanno pericolosamente incrinando. Pericolosamente più per l’Ue che per Doha. Ed è un gran pasticcio: l’Europa e anche l’Italia non possono fare a meno del gas liquido naturale del Qatar, sebbene al momento le forniture via mare dal Golfo non superano il 15% delle esportazioni totali di Doha. L’Italia è stato il primo tra i Paesi europei a stringere “collaborazioni” con Doha, alle quali è legata anche un’infrastruttura: il rigassificatore di Rovigo, gestito dalla società Adriatic Lng, joint venture che ha come primo socio con il 70% ExxonMobil, con il 23% Qatar Petroleum e con il 7% l’italiana Snam. Entro il 2023 dovrebbe fornire oltre 10 miliardi di metri cubi all’anno, almeno 3 più degli attuali. Dal Qatar, l’Italia ha ricevuto il 10% del suo fabbisogno nel 2021, in aumento fino al 13-14% alla fine di quest’anno. Mentre per quanto riguarda l’Europa, il Quatar ha annunciato di voler raddoppiare l’export verso l’Ue nel triennio 2025-27, tornando ad essere il primo produttore al mondo di Gnl, primato oggi detenuto dagli Usa. Come? Aumentando del 60% le estrazioni entro il 2030, pari a 126 milioni di tonnellate all’anno nel corso del decennio, e può farlo perché ha già costruito e continuerà a farlo nuove infrastrutture mirate allo scopo. Ecco perché, secondo il New York Times, il Qatar sta diventando l’Arabia Saudita del gas, un fornitore di energia indispensabile con vaste riserve e costi molto bassi.
Non conviene neanche al Qatar un conflitto con l’Europa, ma può vendere gas ad altri continenti, come la Cina, e ha già detto che potrebbe mettere a rischio le forniture di gas naturale necessarie all’Europa a partire dall’inverno 2023-24, quando cioè l’Ue sostituirà una parte delle sue importazioni dalla Russia, oltre 155 miliardi di metri cubi all’anno, che dovrebbero essere azzerati completamente entro la prossima primavera. Se al Qatar non conviene non vendere il gas all’Europa, una cosa è certa: con il conflitto in Ucraina in corso e le sanzioni alla Russia, il coltello dalla parte del manico in questo momento non ce l’ha Bruxelles.